I Comandamenti del TKD e le nostre tentazioni

Discussione aperta da: 01-Nov-2007 10:12:30 PM [62.94.26.56]

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From: 01-Nov-2007 10:12:30 PM [62.94.26.56]
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I Comandamenti del TKD e le nostre tentazioni

La vera pratica.

I comandamenti del Tae kwon do, spero siano gli stessi delle altre discipline coreane, sono per me fonte di ispirazione costante, rispettarli per me è facente parte della pratica che non deve essere solo nel dojang, ma nella vita.

Spesso si è tentati di non rispettarli e istinti animaleschi ci mettono a dura prova.

Vorrei fare un esempio che mi è accaduto, due sere fa facendo vedere delle tecniche di Aikido ad una mia amica per difesa personale mi è capitato che dopo una laggera proiezione rialzandosi le si è scoperto un seno. Involontariamente prima l'ho visto poi non ho potuto fare a meno di riguardarlo un attimo, sono rimasto "turbato" per un po di tempo. Tutto questo preambolo mi è servito per arrivare a dire che spesso trascuriamo i valori che le nostre arti ci forniscono.

Nel comandamento: "rispetta la tua sposa" c'è un etica che non può essere messa da parte, sembra quasi che noi uomini siamo <censura dell'amministratore> se rispettiamo la sacralità della fedeltà. Mi è capitato più volte di trovarmi deriso dagli altri praticanti affrontando tale tematica e vedo in generale la tendenza a non caricarsi di valori che rendono la vita spesso troppo impegnativa.

Non voglio però sembrare un santo e vi confesso che anche io ho numerose pulsioni che cerco di tenere a bada con il ragionamento del "cosa si guadagna a farlo" o come consiglierebbe il Dalai Lama "mi renderà veramente felice", fino ad ora no ho mai ceduto.

Tutte le invettive dei comandamenti del TKD, che si possono ritrovare anche nei comandamenti cristiani, buddisti, nell'islam, etc, ci dovrebbero ispirare dall'alba al tramonto ma oggi questo mondo va troppo veloce per soffermarsi a pensare, l'unica cosa che importa è l'apparire buoni e belli, non l'essere retti a costo di piccole rinunce e tutto ciò mi sfiducia per il futuro dei nostri figli, perchè se ad oggi la situazione è già critica cosa sarà quando loro cresceranno.

A tal fine insieme e di pari passo alla pratica fisica c'è bisogno di fare quella morale, di rinunciare all'egoismo per dare valori a chi ci è intorno con l'esempio, anche se si è sbagliato prima, piantare nuove radici e ricominciare da dove si è.

Questo ragionamento è soprattutto una autocritica perchè non voglio sembrare un santone predicatore, sono tutte emozioni che mi pervadono da quando ho iniziato il cammino del Bushi e spero di condividerle con persone che maturino le stesse sensazioni di crescita spirituale che è innata nella "vera pratica marziale".

Mirco Mantini

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